Due passi all’Aquila
August 23, 2010  |  Stuff

Io c’ero.

Il mio piccolo contributo nei giorni della tragedia del terremoto ho cercarto di darlo. Mi sono rimboccato le maniche e mi sono messo a dare una mano come potevo partendo come volontario con una delle tante associazioni di Protezione Civile.

Ho visto come funzionavano le cose, una sorta di disordine organizzato dalle persone di buona volontà.

Sono stato nel centro di comando di Coppito ed ho visto la dura vita dei campi a Pizzoli e Onna.

Ad un anno dall’evento sono tornato anche io a vedere come andavano le cose e mi sono fatto due passi nel centro dell’Aquila. Mi sono rivisto nell’articolo di Giustino Parisse

E’ un dramma nudo.

L’occhio può esplorare libero tutti i luoghi della tragedia. Quasi nulla è stato toccato. Giusto una puntellata qua e là.

La casa dello studente è lungo la strada per andare al centro della città. Immobile. Si possono ancora vedere gli arredamenti nelle parti dei fabbricati rimasti in piedi. Sembrano una di quelle case per le bambole. Ogni settimana un pezzo in più un armadio, un letto o il tavolo di cucina.

Anche il centro della città si può esplorare facilmente. Una lunga via pedonale che si affaccia su tante vie sbarrate. Ponteggi ovunque e una presenza costante di polizia, esercito e vigili del fuoco. Immobili. A mantenere in sicurezza un luogo disabitato.

E’ tutto rimasto al suo posto. Le vetrine sono rimaste quelle della sera prima della tragedia. In pochi provano a ricominciare. Qualche pizzeria e alcuni bar. Per il resto il vuoto.

Guardando i cartelli affittasi in giro viene anche da chiedersi se siano stati messi prima o dopo il terremoto.
Un’istantanea di un anno fa o forse ci sono segni di ripresa ?

Nel complesso però questa immobilità fa venire i brividi. A parte le varie dichiarazioni spot il centro dell’Aquila sembra destinato a diventare un museo all’aria aperta.

Una specie di Pompei dei giorni nostri.


Leave a Reply